Jean-Paul Marat

Dopo aver scritto diverse opere di argomento scientifico e politico-filosofico nell'ambito del tardo
illuminismo, fu tra i protagonisti (con
Danton,
Saint-Just,
Desmoulins e
Robespierre) e
ideologi - assieme a
Sieyès - della
rivoluzione francese, che egli sostenne con la sua attività giornalistica. Politicamente vicino ai
Cordiglieri, fu deputato della
Convenzione nazionale francese dal 20 settembre
1792 e, dal 5 aprile
1793, fu eletto presidente del
Club dei Giacobini. Divenne un noto e ascoltato "
tribuno", dalla
retorica assai accesa, contro la
monarchia francese e poi contro i rivoluzionari più moderati come
Mirabeau, anch'egli grande
oratore, e i
Girondini che accusò dal
1790 di aver tradito la rivoluzione, chiedendo a gran voce la
Repubblica.
Fu assassinato dalla filo-girondina
Charlotte Corday, che lo riteneva il principale istigatore dei
massacri di settembre, del
colpo di Stato del 31 maggio 1793 e del nascente
regime del Terrore dei
Montagnardi, accoltellato mentre si trovava nella vasca da bagno per lenire una dolorosa malattia della pelle che lo affliggeva dal
1782. Dopo il
colpo di Stato del 9 termidoro, le sue spoglie furono solennemente tumulate al
Panthéon ma pochi mesi dopo furono rimosse e andarono perdute. Fu celebrato come martire della Repubblica dai
giacobini e dal pittore
Jacques-Louis David nel famoso quadro
neoclassico ''
La morte di Marat'' (1793), una delle immagini più iconiche della rivoluzione.
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